Ancor più significativo il calo cumulato della bolletta del gas che da aprile (-4,2%), a luglio (-0,6%) e ora -3% porta ad una riduzione complessiva del 7,8%, pari ad un risparmio totale medio di circa 100 euro a famiglia-tipo nel periodo dei maggiori consumi invernali. Di fatto, quindi, per il gas, il calendario torna indietro di due anni, azzerando tutti gli aumenti della materia prima dal 2011 ad oggi.
Nello specifico, con questo aggiornamento, l’ulteriore riduzione della spesa su base annua sarà di circa 37 euro per il gas e, per l’energia elettrica, di circa 4 euro.
Gas – novità della riforma dell’Autorità in vigore dal 1° ottobre
La netta diminuzione del prezzo del gas è l’effetto concreto della riforma avviata dall’Autorità nel 2011, in un contesto di profondi mutamenti a livello nazionale e internazionale, per trasferire ai consumatori i benefici derivanti dal progressivo azzeramento dello spread di prezzo tra il mercato all’ingrosso italiano e quello dei principali hub europei; azzeramento oggi ancora valido, ad eccezione dei costi di trasporto internazionali.
Con la riforma sono state introdotte nuove regole per promuovere un mercato all’ingrosso del gas liquido e flessibile e per rivedere il metodo di calcolo dei prezzi del gas dei clienti in tutela, attraverso una revisione complessiva, organica e strutturale, tale da garantire al consumatore finale un adeguato livello di tutela e prezzi aderenti ai costi e, quindi, il più efficienti possibili.
La novità sostanziale del metodo di calcolo della bolletta dal 1° ottobre è l’utilizzo al 100% dei prezzi spot del gas che si formano sui mercati nel trimestre dell’aggiornamento (in questo caso ottobre-dicembre) e non più dei contratti di fornitura di lungo periodo indicizzati alle quotazioni dei prodotti petroliferi dei nove mesi precedenti: in questo modo, il consumatore finale paga il gas al valore effettivo del momento in cui lo consuma.
Per il primo anno termico, il 2013-2014, saranno utilizzate le quotazioni a termine rilevate presso l’hub olandese TTF (Title Transfer Facility) e, in seguito, quelle che si formeranno nel nuovo mercato a termine recentemente avviato dal GME. Una svolta che può essere definita epocale, in quanto viene definitivamente archiviato un meccanismo obsoleto che non riflette più i costi di approvvigionamento dei venditori nel mercato e fa sì che i prezzi del gas vengano definitivamente svincolati da quelli del petrolio.
Per tutelare le famiglie dal rischio di futuri rialzi delle quotazioni spot –per loro natura più soggette alla volatilità dei mercati- l’Autorità ha introdotto anche un meccanismo regolatorio che introduce uno ‘scudo’ pro-consumatori rispetto ai picchi di prezzo. Il meccanismo, inoltre, garantisce alle imprese di vendita la necessaria gradualità nell’attuazione della riforma e contribuisce a promuovere la rinegoziazione dei contratti pluriennali, ma anche a sviluppare la liquidità del mercato.
Altre innovazioni nel metodo di aggiornamento della bolletta gas riguardano le voci a copertura di costi per servizi quali la commercializzazione all'ingrosso, al dettaglio e il trasporto mentre sono state cancellate alcune componenti (in particolare, quella a copertura del servizio di stoccaggio inclusa nel prezzo della materia prima).
Gas naturale: l’aggiornamento trimestrale nel dettaglio
Dal 1° ottobre , i prezzi di riferimento del gas saranno di 85,75 centesimi di euro per metro cubo, in calo di 2,65 centesimi di euro, tasse incluse, rispetto al trimestre precedente. Per il cliente tipo, ciò comporta una spesa di circa 1.200,46 euro su base annua, così suddivisa (vedi fig.1):
- 478,54 euro (pari al 39,86% del totale della bolletta) per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività ad esso connesse;
- 418,89 euro (34,90%) per le imposte che comprendono le accise (17,83%), l’addizionale regionale (2,37%) e l’IVA (14,70%);
- 186,57 euro (15,54) per la distribuzione e la misura;
- 36,09 euro (3,01%) per il trasporto;
- 11,90 euro (0,99%) per la gradualità nell’applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela del gas naturale;
- 68,47 euro(5,70%) per la vendita al dettaglio.
Energia elettrica: l’aggiornamento trimestrale nel dettaglio
Per l’energia elettrica, la diminuzione della bolletta è stata possibile per effetto del calo dell’1,2% della componente relativa al dispacciamento, il servizio che serve soprattutto per garantire il costante equilibrio fra immissioni e prelievi nella rete e, quindi, la sicurezza del sistema.
Questa diminuzione è l’effetto, in particolare, dell’applicazione dei recenti provvedimenti dell’Autorità (deliberazioni 239/2013/R/eel e 285/2013/R/eel) che hanno introdotto misure specifiche per il contenimento degli oneri di dispacciamento anche con interventi per bloccare i comportamenti speculativi dello scorso anno in alcune zone del Paese, in attesa della riforma strutturale del bilanciamento elettrico.
Il complesso degli oneri generali risulta in leggero aumento (+0,36%) per la necessità di gettito a copertura della componente A3 che incentiva le fonti rinnovabili e assimilate e della componente A5 per il sostegno della ricerca.
Nel dettaglio, dal 1° ottobre, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sarà di 19.049. centesimi di euro per kilowattora, in calo rispetto al trimestre precedente, di 0,147 centesimi di euro, tasse incluse.
La spesa media annua della famiglia tipo sarà di circa 514 euro così ripartiti (fig. 2):
- 271 euro (pari al 52,66% del totale della bolletta) per i costi di approvvigionamento dell’energia e commercializzazione al dettaglio;
- 75 euro (14,57%) per i servizi a rete (trasmissione, distribuzione e misura);
- 100 euro (19,45%) per gli oneri generali di sistema, fissati per legge.
- 68 euro (13,33%) per le imposte che comprendono l’IVA e le accise.
Gli oneri di sistema che si pagano con le bollette elettriche sono suddivisi in:
- incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate (componente A3, pari a circa il 92,73% degli oneri di sistema);
- regimi tariffari speciali per la società Ferrovie dello Stato (componente A4, pari a circa il 2,19% degli oneri di sistema);
- oneri per la messa in sicurezza del nucleare e compensazioni territoriali (componente A2 e MCT, pari a circa il 2,28% degli oneri di sistema);
- compensazioni per le imprese elettriche minori (componente UC4, pari a l’ 0,86% degli oneri di sistema);
- sostegno alla ricerca di sistema (A5 pari a circa lo 0,54% degli oneri di sistema);
- copertura del bonus elettrico (componente As, a pari allo 0,19% degli oneri di sistema );
- promozione dell’efficienza energetica (componente UC7 pari al 1,21% degli oneri di sistema).
Fonte www.autorita.energia.it





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