La norma UNI CEI EN 50518-1 si occupa dei requisiti per il posizionamento e la costruzione dei sistemi di allarme: essa specifica i requisiti minimi per la progettazione, costruzione degli edifici dove vengono monitorati ed analizzati i segnali generati da uno o più sistemi di allarme intrusione e rapina come parte integrante di un più ampio processo di gestione della sicurezza, intesa sia in termini di safety che di security (Centri di monitoraggio e di ricezione allarme).
I requisiti si applicano a siti remoti, dove numerosi sistemi inviano segnalazioni ad una molteplicità di centri di ricezione dell'allarme (ARC), così come a specifici siti, che tengono sotto monitoraggio ed elaborano allarmi generati da uno più sistemi di allarme, installati all'interno del perimetro di un sito specifico.
La UNI CEI EN 50518-2 specifica, invece, i requisiti tecnici dei centri di monitoraggio e di ricezione allarme in termini di prestazioni, comunicazione, ricezione dei segnali, verifiche, registrazione dei dati e disponibilità e ne definisce i criteri di verifica.
Infine, la UNI CEI EN 50518-3 precisa i requisiti e le procedure per la gestione operativa dei centri di monitoraggio e di ricezione allarme.
Nel settembre 2014 è entrato in vigore il Decreto Ministeriale n. 115 del 4 giugno 2014 che disciplina le caratteristiche e i requisiti richiesti per le attività di certificazione della qualità e della conformità degli istituti di vigilanza privata e dei servizi da loro offerti.
Il provvedimento, che dà corpo all’articolo 134 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, richiede al personale degli istituti di vigilanza privata di essere debitamente formato sulle specifiche norme tecniche del settore, in particolare: la UNI 10891 (“Servizi - Istituti di vigilanza privata - Requisiti”); la UNI 11068 (“Centrali di telesorveglianza - Caratteristiche procedurali, strutturali e di controllo”), sostituita appunto dalle tre parti della UNI CEI EN 50518.
Entro i prossimi mesi gli istituti di vigilanza privata dovranno sottoporsi a un audit interno da parte di un organismo accreditato che certifichi la conformità dei servizi forniti ai parametri fissati da un lato dal decreto ministeriale n. 269/2010 (sulla funzionalità e controllabilità degli istituti di vigilanza ed investigazione), dall’altro dalle norme tecniche sopra citate, relative alla qualità dei servizi di vigilanza, telesorveglianza e monitoraggio e ai professionisti della security.
Gli istituti di vigilanza che, alla data di entrata in vigore del decreto 115/2014, siano già certificati in conformità alla norma UNI 11068, avranno tre anni di tempo per adeguare le caratteristiche e i requisiti delle centrali alle norme UNI CEI EN 50518.
Per quanto riguarda gli organismi di certificazione, il D.M 115/2014 prevede innanzitutto che, in funzione dell'attività di certificazione effettuata, essi siano accreditati in conformità alle norme:
- UNI CEI EN ISO/IEC 17065 (prodotto) per la certificazione degli istituti di vigilanza e dei relativi servizi ai sensi della norma UNI 10891;
- UNI CEI EN ISO/IEC 17065 (prodotto) per la certificazione delle centrali operative e di telesorveglianza ai sensi della norma UNI CEI EN 50518 (che, come ricordato, ha sostituito la UNI 11068);
- UNI CEI EN ISO/IEC 17024 (personale) per la certificazione dei professionisti della security ai sensi della UNI 10459.
UNI CEI EN 50518-1 “Centro di monitoraggio e di ricezione di allarme - Parte 1: Requisiti per il posizionamento e la costruzione”
UNI CEI EN 50518-2 “Centro di monitoraggio e di ricezione di allarme - Parte 2: Prescrizioni tecniche”
UNI CEI EN 50518-3 “Centro di monitoraggio e di ricezione di allarme - Parte 3: Procedure e requisiti per il funzionamento”
Fonte uni.com
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