domenica 9 febbraio 2014

Il rapporto annuale dell'ENEA sull'efficienza energetica: Intensità energetica

Intensità energetica

L’intensità energetica primaria italiana del 2012 è stata pari a 126,96 tep/M€2005, in calo del 1,8% rispetto al valore osservato nel 2011, a fronte della netta contrazione del PIL del 2,5%. In particolare, rispetto al 2005, anno di introduzione del meccanismo dei Certificati Bianchi, l’intensità energetica è calata del 7,8%.

Intensità energetica primaria, PIL e consumo interno lordo di energia 

L’Italia presenta valori dell’intensità energetica primaria ben al di sotto della media dei 27 paesi UE, nonché di quelli appartenenti alla cosiddetta Eurozona.

 Intensità energetica primaria nell’UE27 (tep/M€2005), anni 1991-2011 
L’intensità energetica dell’industria ha mostrato un andamento tendenzialmente crescente fino al 2003, seguita da una fase decrescente che si è accentuata negli ultimi anni, determinata principalmente dai settori chimica, metallurgia, meccanica, alimentare e tessile. Nel periodo 2003-2011, l’industria manifatturiera ha fatto registrare un miglioramento dell’intensità energetica pari al 26,3%.

Intensità energetica finale nell’industria (1992=100), anni 1992-2011
Per il settore residenziale, riporta l’andamento dell’intensità energetica e di quella elettrica: al 2011 entrambi i numeri indice dei due indicatori si attestano intorno al valore di 110, sebbene quello riferito ai consumi energetici complessivi sia caratterizzato da un andamento altalenante a causa della stagionalità.

Intensità energetica ed elettrica nel residenziale (2000=100), anni 2000-2011 
Nel settore dei servizi, l’intensità energetica ha subito nel 2011 una forte contrazione, tornando sugli stessi valori osservati nel 2005. Di contro, l’intensità elettrica ha confermato l’andamento crescente osservato per tutto il periodo 2000-2011.

Intensità energetica ed elettrica nei servizi (2000=100), anni 2000-2011
Nel corso degli ultimi anni, l’Italia ha mostrato un andamento dell’intensità energetica nel settore trasporti in linea con la media europea, con un trend di miglioramento comune ai principali paesi europei. Nel 2011 si riscontra una stabilizzazione del valore dell’intensità energetica nazionale in quanto i consumi seguono la stessa tendenza del PIL, mentre per gli altri grandi paesi europei il PIL cresce più dei consumi.

Intensità energetica settore trasporti nell’UE27 (tep/M€2000), anni 2005-2011
Per la valutazione complessiva dei miglioramenti di efficienza energetica nei diversi settori si è fatto riferimento all’indice di efficienza energetica ODEX (sviluppato nell’ambito del progetto europeo ODYSSEE-MURE) in grado di meglio valutare il fenomeno rispetto all’intensità energetica in quanto depurato dagli effetti di cambiamenti strutturali ed altri fattori non legati all’efficienza: per il 2011 il valore dell’indice relativo all’intera economia italiana è risultato pari a 86,1 con un miglioramento dell’efficienza energetica di circa un punto percentuale rispetto al 2010. La performance complessiva rispetto al 1990 è pertanto pari a -13,9%. I vari settori hanno contribuito in modo diverso al raggiungimento di questo risultato: il residenziale è quello che ha conseguito progressi regolari e costanti per tutto il periodo 1990-2011; l’industria ha avuto significativi miglioramenti solo negli ultimi sei anni; infine, l’andamento altalenante che ha caratterizzato il settore dei trasporti ha permesso soltanto una modesta variazione.

Indice di efficienza energetica ODEX, anni 1990-2011


Fonte www.enea.it

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