Intensità energetica
L’intensità energetica primaria italiana del 2012 è stata pari a 126,96 tep/M€2005, in calo del 1,8% rispetto al valore osservato nel 2011, a fronte della netta contrazione
del PIL del 2,5%. In particolare, rispetto al 2005, anno di introduzione del meccanismo dei
Certificati Bianchi, l’intensità energetica è calata del 7,8%.
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| Intensità energetica primaria, PIL e consumo interno lordo di energia |
L’Italia presenta valori dell’intensità energetica primaria ben al di sotto della media dei 27
paesi UE, nonché di quelli appartenenti alla cosiddetta Eurozona.
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| Intensità energetica primaria nell’UE27 (tep/M€2005), anni 1991-2011 |
L’intensità energetica dell’industria ha mostrato un andamento tendenzialmente
crescente fino al 2003, seguita da una fase decrescente che si è accentuata negli ultimi
anni, determinata principalmente dai settori chimica, metallurgia, meccanica, alimentare e
tessile. Nel periodo 2003-2011, l’industria manifatturiera ha fatto registrare un
miglioramento dell’intensità energetica pari al 26,3%.
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| Intensità energetica finale nell’industria (1992=100), anni 1992-2011 |
Per il settore residenziale, riporta l’andamento dell’intensità energetica e di
quella elettrica: al 2011 entrambi i numeri indice dei due indicatori si attestano intorno al
valore di 110, sebbene quello riferito ai consumi energetici complessivi sia caratterizzato
da un andamento altalenante a causa della stagionalità.
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| Intensità energetica ed elettrica nel residenziale (2000=100), anni 2000-2011 |
Nel settore dei servizi, l’intensità energetica ha subito nel 2011 una forte contrazione,
tornando sugli stessi valori osservati nel 2005. Di contro, l’intensità elettrica ha
confermato l’andamento crescente osservato per tutto il periodo 2000-2011.
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| Intensità energetica ed elettrica nei servizi (2000=100), anni 2000-2011 |
Nel corso degli ultimi anni, l’Italia ha mostrato un andamento dell’intensità energetica nel
settore trasporti in linea con la media europea, con un trend di miglioramento comune ai
principali paesi europei. Nel 2011 si riscontra una stabilizzazione del valore dell’intensità
energetica nazionale in quanto i consumi seguono la stessa tendenza del PIL, mentre per
gli altri grandi paesi europei il PIL cresce più dei consumi.
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| Intensità energetica settore trasporti nell’UE27 (tep/M€2000), anni 2005-2011 |
Per la valutazione complessiva dei miglioramenti di efficienza energetica nei diversi
settori si è fatto riferimento all’indice di efficienza energetica ODEX (sviluppato
nell’ambito del progetto europeo ODYSSEE-MURE) in grado di meglio valutare il fenomeno
rispetto all’intensità energetica in quanto depurato dagli effetti di cambiamenti strutturali
ed altri fattori non legati all’efficienza: per il 2011 il valore dell’indice relativo all’intera
economia italiana è risultato pari a 86,1 con un miglioramento dell’efficienza energetica di
circa un punto percentuale rispetto al 2010. La performance complessiva
rispetto al 1990 è pertanto pari a -13,9%. I vari settori hanno contribuito in modo diverso
al raggiungimento di questo risultato: il residenziale è quello che ha conseguito progressi
regolari e costanti per tutto il periodo 1990-2011; l’industria ha avuto significativi
miglioramenti solo negli ultimi sei anni; infine, l’andamento altalenante che ha
caratterizzato il settore dei trasporti ha permesso soltanto una modesta variazione.
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| Indice di efficienza energetica ODEX, anni 1990-2011 |
Fonte www.enea.it
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