domenica 9 febbraio 2014

Il rapporto annuale dell'ENEA sull'efficienza energetica: Domanda e Impieghi finali di energia

Domanda di energia

In linea con il trend negativo già osservato per il 2011, la domanda di energia primaria ha registrato nel 2012 una flessione del 4,3%, scivolando a quota 176,35 Mtep.
La produzione nazionale ha registrato un incremento del 5,8%, raggiungendo quota 37,5 Mtep, spinta soprattutto dalle rinnovabili (+8,4%); passo indietro per i combustibili solidi (-9,1%). In calo le importazioni (-4%, con quella di energia elettrica in discesa del 4,4%), crescono di contro le esportazioni (+10,6%).

Negli ultimi sedici anni si è notevolmente ridotto l’apporto del petrolio all’interno del mix energetico italiano, passando dai circa 95 Mtep osservati nel 1997 (oltre il 54% della domanda totale di allora) a circa 62,8 Mtep nel 2012, corrispondenti al 35,6% del totale: una riduzione di quasi venti punti percentuali compensata in particolare dal gas naturale e le fonti rinnovabili.

Il contributo relativo del gas naturale è infatti cresciuto costantemente nel tempo passando dal 27,4% del 1997 al 34,8% del 2012; in termini assoluti, mentre nel 1997 il consumo di gas naturale era circa la metà di quello del petrolio (47,8 Mtep), nell’ultimo anno considerato i due valori sono di fatto allo stesso livello (61,4 Mtep). In costante ascesa anche la quota delle fonti rinnovabili che passa dal 6,6% del 1997 al 15,1% del 2012, sebbene in termini assoluti i valori siano più contenuti rispetto a petrolio e gas naturale: da circa 11,5 Mtep di inizio periodo a 26,6 Mtep nel 2012.

Domanda di energia primaria per fonte (%), anno 2012

Impieghi finali di energia

Gli impieghi finali di energia nel 2012 sono stati pari a 127,9 Mtep, con una riduzione del 5,5% rispetto al 2011, legata principalmente ai settori trasporti (-9,2%) e industria (-7,6%). Di fatto, i valori degli impieghi finali osservati nel 2012 sono tornati ai livelli registrati nel 1997: l’andamento crescente fino al 2005 (146,6 Mtep) è stato seguito infatti da una progressiva diminuzione, con un’unica eccezione nel 2010, anno in cui si è manifestato un effetto rimbalzo dopo la forte contrazione del 2009.

Impieghi finali di energia per settore (Mtep), anni 1997-2012
La ripartizione degli impieghi nel 2012 tra i diversi settori mostra una forte incidenza di quello relativo agli usi civili, con una quota del 36,7% rispetto al 34,5% del 2011. Seguono il settore dei trasporti (30,2% contro 31,5%), l’industria (23,6% contro 24,2%), usi non energetici (5,1%, in particolare nell’industria petrolchimica), agricoltura (2,2%) e scorte di carburante per il trasporto marittimo internazionale (bunkeraggi: 2,3%).

Impieghi finali di energia per settore (%), anno 2012
Per i consumi del settore dell’industria emergono due fasi, come già evidenziato per i consumi complessivi: dapprima una lenta crescita fino al 2003 (41 Mtep); poi una rapida contrazione, acuita dalla crisi economica degli ultimi anni, fino ai 30,1 Mtep del 2011, per una diminuzione complessiva dei consumi di oltre un quarto rispetto al 2003.

Consumo energetico nell’industria per comparto (Mtep), anni 1992-2011
Il consumo energetico del settore residenziale è stato nel 2011 di circa 28 Mtep, di fatto costante rispetto al 2010 (+0,3%): il gas naturale è la principale fonte utilizzata (54% del consumo totale).

Consumo energetico nel residenziale per fonte (Mtep), anni 1990-2011 
I consumi del settore non residenziale, in cui sono compresi gli edifici adibiti ai servizi, al commercio e alla Pubblica Amministrazione, risultano in continua e forte crescita passando da meno di 9,5 Mtep nel 1995 a 18,9 Mtep nel 2011. Il consumo elettrico per addetto ha confermato il trend crescente: in particolare, nel comparto del commercio il consumo elettrico per addetto è più che raddoppiato nel giro di venti anni; sostenuta la crescita anche per Pubblica Amministrazione e alberghi e ristoranti.

Consumo elettrico per addetto nel non residenziale (1992=100), anni 1992-2011
La filiera agroalimentare, comprendente oltre al settore agricoltura anche parte della industria alimentare e dei servizi, richiede una notevole quantità di energia di origine fossile. Per la filiera nel suo complesso, nel 2012 sono stati stimati consumi di energia fossile pari a 16,3 Mtep, a fronte di 2,8 Mtep di impieghi finali del solo settore agricoltura.

Flussi energetici della filiera agroalimentare
Nel 2011 gli impieghi finali del settore trasporti hanno toccato quota 42,5 Mtep, sostanzialmente invariati rispetto al 2010 e pari a circa il 31,5% sul totale dei consumi energetici nazionali. In particolare, non vi sono stati nel 2011 sostanziali variazioni dei consumi del trasporto stradale, rispetto all’anno precedente, mentre si è registrato un aumento di qualche punto percentuale dei consumi generati dal trasporto ferroviario (+3%) e dal trasporto aereo (+4%). L’analisi sul medio periodo (2007-2011) mostra comunque un trend decrescente per tutte le modalità di trasporto: nel 2011 è continuato l’andamento decrescente dei consumi di benzina e l’aumento crescente dei consumi di GPL e di gas naturale, favoriti dalle politiche di promozione dei veicoli a basse emissioni di CO2; l’utilizzo di biocarburanti, in forte crescita dal 2008, ha registrato invece una stabilizzazione mantenendo invariata la quota percentuale del 3,8% sul totale di gasolio e diesel.

Consumi energetici settore trasporti per fonte, anni 2005-2011


Fonte www.enea.it

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