Domanda di energia
In linea con il trend negativo già osservato per il 2011, la domanda di energia primaria ha
registrato nel 2012 una flessione del 4,3%, scivolando a quota 176,35 Mtep.
La produzione nazionale ha registrato un incremento del 5,8%, raggiungendo quota 37,5
Mtep, spinta soprattutto dalle rinnovabili (+8,4%); passo indietro per i combustibili solidi
(-9,1%). In calo le importazioni (-4%, con quella di energia elettrica in discesa del 4,4%),
crescono di contro le esportazioni (+10,6%).
Negli ultimi sedici anni si è notevolmente ridotto l’apporto del petrolio all’interno del mix
energetico italiano, passando dai circa 95 Mtep osservati nel 1997 (oltre il 54% della
domanda totale di allora) a circa 62,8 Mtep nel 2012, corrispondenti al 35,6% del totale:
una riduzione di quasi venti punti percentuali compensata in particolare dal gas naturale e
le fonti rinnovabili.
Il contributo relativo del gas naturale è infatti cresciuto costantemente nel tempo
passando dal 27,4% del 1997 al 34,8% del 2012; in termini assoluti, mentre nel
1997 il consumo di gas naturale era circa la metà di quello del petrolio (47,8 Mtep),
nell’ultimo anno considerato i due valori sono di fatto allo stesso livello (61,4 Mtep). In
costante ascesa anche la quota delle fonti rinnovabili che passa dal 6,6% del 1997 al 15,1%
del 2012, sebbene in termini assoluti i valori siano più contenuti rispetto a petrolio e gas
naturale: da circa 11,5 Mtep di inizio periodo a 26,6 Mtep nel 2012.
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| Domanda di energia primaria per fonte (%), anno 2012 |
Impieghi finali di energia
Gli impieghi finali di energia nel 2012 sono stati pari a 127,9 Mtep, con una riduzione del
5,5% rispetto al 2011, legata principalmente ai settori trasporti (-9,2%) e industria (-7,6%).
Di fatto, i valori degli impieghi finali osservati nel 2012 sono tornati ai livelli registrati nel
1997: l’andamento crescente fino al 2005 (146,6 Mtep) è stato seguito infatti da
una progressiva diminuzione, con un’unica eccezione nel 2010, anno in cui si è
manifestato un effetto rimbalzo dopo la forte contrazione del 2009.
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| Impieghi finali di energia per settore (Mtep), anni 1997-2012 |
La ripartizione degli impieghi nel 2012 tra i diversi settori mostra una forte incidenza di quello relativo agli usi civili, con una quota del 36,7% rispetto al 34,5% del 2011. Seguono il settore dei trasporti (30,2% contro 31,5%), l’industria (23,6% contro 24,2%), usi non energetici (5,1%, in particolare nell’industria petrolchimica), agricoltura (2,2%) e scorte di carburante per il trasporto marittimo internazionale (bunkeraggi: 2,3%).
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| Impieghi finali di energia per settore (%), anno 2012 |
Per i consumi del settore dell’industria emergono due fasi, come già evidenziato per i
consumi complessivi: dapprima una lenta crescita fino al 2003 (41 Mtep); poi
una rapida contrazione, acuita dalla crisi economica degli ultimi anni, fino ai 30,1 Mtep del
2011, per una diminuzione complessiva dei consumi di oltre un quarto rispetto al 2003.
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| Consumo energetico nell’industria per comparto (Mtep), anni 1992-2011 |
Il consumo energetico del settore residenziale è stato nel 2011 di circa 28 Mtep, di fatto costante rispetto al 2010 (+0,3%): il gas naturale è la principale fonte utilizzata
(54% del consumo totale).
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| Consumo energetico nel residenziale per fonte (Mtep), anni 1990-2011 |
I consumi del settore non residenziale, in cui sono compresi gli edifici adibiti ai servizi, al
commercio e alla Pubblica Amministrazione, risultano in continua e forte crescita
passando da meno di 9,5 Mtep nel 1995 a 18,9 Mtep nel 2011. Il consumo elettrico per
addetto ha confermato il trend crescente: in particolare, nel comparto del
commercio il consumo elettrico per addetto è più che raddoppiato nel giro di venti anni;
sostenuta la crescita anche per Pubblica Amministrazione e alberghi e ristoranti.
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| Consumo elettrico per addetto nel non residenziale (1992=100), anni 1992-2011 |
La filiera agroalimentare, comprendente oltre al settore agricoltura anche parte della industria alimentare e dei servizi, richiede una notevole quantità di energia di origine fossile. Per la filiera nel suo complesso, nel 2012 sono stati stimati consumi di energia fossile pari a 16,3 Mtep, a fronte di 2,8 Mtep di impieghi finali del solo settore agricoltura.
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| Flussi energetici della filiera agroalimentare |
Nel 2011 gli impieghi finali del settore trasporti hanno toccato quota 42,5 Mtep,
sostanzialmente invariati rispetto al 2010 e pari a circa il 31,5% sul totale dei consumi
energetici nazionali. In particolare, non vi sono stati nel 2011 sostanziali variazioni dei
consumi del trasporto stradale, rispetto all’anno precedente, mentre si è registrato un
aumento di qualche punto percentuale dei consumi generati dal trasporto ferroviario
(+3%) e dal trasporto aereo (+4%).
L’analisi sul medio periodo (2007-2011) mostra comunque un trend decrescente per tutte
le modalità di trasporto: nel 2011 è continuato l’andamento decrescente dei consumi di
benzina e l’aumento crescente dei consumi di GPL e di gas naturale, favoriti dalle politiche
di promozione dei veicoli a basse emissioni di CO2; l’utilizzo di biocarburanti, in forte
crescita dal 2008, ha registrato invece una stabilizzazione mantenendo invariata la quota
percentuale del 3,8% sul totale di gasolio e diesel.
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| Consumi energetici settore trasporti per fonte, anni 2005-2011 |
Fonte www.enea.it
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