lunedì 10 febbraio 2014

Il rapporto annuale dell'ENEA sull'efficienza energetica: Le reti del futuro

Le reti del futuro

All’interno del processo di cambiamento delineato dal Pacchetto 20-20-20, le città rivestono un ruolo cruciale: responsabili di circa il 75% del consumo mondiale di energia e dell’80% delle emissioni globali di CO2, la promozione di centri urbani intelligenti ed energeticamente efficienti risulta essere un contributo fondamentale per una crescita sostenibile.

La Commissione Europea, mediante l’iniziativa Smart Cities del SET Plan finalizzata a creare le condizioni necessarie all’adozione di massa delle tecnologie a favore dell’efficienza energetica, nell’ottica di un’economia a bassa emissione di carbonio, ha rafforzato la centralità del concetto di Smart Cities e più in generale di Smart Communities, quale progettualità finalizzata a migliorare la qualità della vita dei cittadini, mediante l’applicazione in ambito urbano/metropolitano di soluzioni tecnologiche intelligenti per lo sviluppo sostenibile.

In linea con la percentuale di consumo energetico complessivo annuo riconducibile ai consumi degli edifici e nell’ambito del quadro normativo italiano in relazione all’efficienza energetica, il potenziale teorico di risparmio da interventi di building efficiency è di circa 120 miliardi, di cui 20-25 miliardi da edifici residenziali. In questo contesto si aprono opportunità di nuovi mercati e di un’offerta tecnologica innovativa e integrata per le aziende che operano nella progettazione e produzione di sensori per il rilevamento e il monitoraggio di grandezze abilitanti la razionalizzazione dei vettori energetici, nella progettazione e sviluppo di software per la previsione dei carichi, il controllo e la regolazione degli impianti e della rete, nonché nella progettazione integrata di sistemi di building automation rivolti alla riduzione dei consumi energetici.

Il controllo e monitoraggio dei consumi rappresenta un elemento fondamentale per ottenere il massimo livello di efficienza energetica: interventi di automazione, controllo e monitoraggio possono infatti permettere un risparmio energetico fino al 30%, a fronte di un investimento relativamente modesto con tempi di ritorno di circa 4-5 anni.

Il teleriscaldamento, benché si tratti di una tecnologia ancora assai poco diffusa in Italia (circa 4% della domanda di calore per riscaldamento), è stato caratterizzato negli anni da un trend di crescita significativo: a fine 2012, risultano teleriscaldati circa 280 Mm3 ; di questi, oltre 166 Mm3 sono stati allacciati dal 2000 al oggi, a testimonianza di un trend evolutivo in crescita.

Quanto alla diffusione delle iniziative in termini di numerosità di reti e città ove è presente il servizio, nel 2000 erano in esercizio 53 reti, presenti in 27 città italiane; nel 2012 risultano in esercizio 148 reti in 109 città, per un totale di 3.161 km di rete primaria. Confermando il tasso medio annuo di crescita osservato nel periodo 2000-2012, pari al 7,5%, la volumetria riscaldata raggiungerebbe i 500 Mm3 nel 2020 e supererebbe i 1.000 Mm3 nel 2030.

Il punto di forza del teleriscaldamento è la capacità di integrare le fonti rinnovabili e ad alta efficienza, disponibili sul territorio e altrimenti disperse, collettarle e quindi consegnarle in modo fruibile all’utente. Una rete impiega mediamente dai 5 ai 7 anni per giungere ad una dimensione significativa dal punto di vista economico: i tempi di ritorno delle iniziative superano generalmente i 15 anni.

Sistema integrato della rete di teleriscaldamento 
Per quanto riguarda la rete elettrica, si è posta attenzione al recente sviluppo della tecnologia dei sistemi di accumulo elettrochimico, fenomeno legato, non soltanto in Italia, alla rapida evoluzione degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile quali sistemi fotovoltaici o eolici. L’alta penetrazione in Italia dei sistemi di generazione da fonte rinnovabile ha conseguentemente richiesto un forte interesse per i sistemi di accumulo, consentendo all’Italia di essere leader europeo per quanto riguarda la ricerca e la sperimentazione nel settore.

Da un punto di vista economico i più recenti sviluppi delle tecnologie hanno portato i sistemi a batterie per l’accumulo di energia su scala di rete ad essere molto vicini alla fattibilità economica prevista per le varie applicazioni.

Per quanto riguarda i sistemi di accumulo di tipo residenziale, essi devono essere visti come una parte del sistema intelligente che gestisce in modo ottimale i carichi attivi e passivi di una abitazione, quindi anche i relativi consumi.


Fonte www.enea.it

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